Analisi dati su tablet: istruzioni per l'uso

Non c'è dubbio:  l'iPad sta avendo un successo invidiabile. Sulla scia di Apple, altri tablet computer stanno conquistando rapidamente quote di mercato.

E' come se tutti li stessero aspettando.

 

Non si tratta più del regalo di Natale tecnologico: lo troviamo oramai nelle dotazioni d'ufficio delle persone d'affari.

E' successo altre volte: il business si appropria rapidamente di oggetti, nati in altri contesti, quando ne apprezza l'utilità.  E' stato così per l'eMail, ideata nei campus universitari, o per Linux, che ci mise un bel po', prima di essere riconosciuto come prodotto "enterprise".

 

Diverse caratteristiche rendono interessanti questi dispositivi mobili, ma in particolare:

  • ·         sempre on-line: tempi di accessione, e di connessione azzerati
  • ·         portatili: leggeri quanto basta per averlo sempre in borsa, autonomi quanto basta, per tenere l'alimentatore solo sulla scrivania
  • ·         intuitivi: interfaccia basata su manovre semplici, fatte con una sola mano

 

Il resto della storia è ben noto: i manager chiedono all'IT di poter usare le applicazioni aziendali sull'iPad.

Fra le più richieste, troviamo le applicazioni che servono a prendere le decisioni: gli strumenti di analisi dei dati.

 

Dopo aver passato dei momenti difficili, a causa del costo di implementazione dei progetti, la business intelligence si sta candidando ai primi posti tra le applicazioni richieste dai manager per i loro tablet; Gartner prevede che nel 2013, un terzo delle funzionalità di business intelligence saranno utilizzate da dispositivi mobili.

 

Chi ci ha provato, però, sa che il trasferimento delle applicazioni di analisi dati sui dispositivi mobili, può riservare qualche dispiacere.

 

Infatti, si tratta di sistemi che hanno un video piuttosto piccolo (confrontato con le risoluzioni dei desktop più recenti).  Aggiungi che sono senza tastiera: digitare troppi caratteri diventa penoso.  E poi, in Italia, la connessione ad internet su dispositivi mobili è molto, molto… diciamolo pure: troppo lenta.

C'è infine un punto di grande importanza per il Responsabile IT: la sicurezza. Va osservato che i dati richiesti sono, quasi sempre, estremamente riservati.  I numeri che servono a prendere decisioni, fanno gola ai malintenzionati, ed è responsabilità dell'IT proteggerli per bene.

 

Così talvolta l'IT cerca di convincere i manager che i tablet sono un prodotto per uso domestico, per farci giocare il figlio maggiore, ma troppo immaturi per l'uso professionale.

Un responsabile IT sa bene di essere pagato per non far correre rischi alla sua azienda, e che la prudenza non è mai troppa... così, però, fa come la mamma distratta, che "butta via il bambino assieme all'acqua sporca".

 

Infatti, spesso, basta adottare qualche accorgimento, ed il progetto avrà successo (o, almeno, questo è capitato a noi).

 

Vediamo assieme qualche linea guida, dettata dall'esperienza pratica; eviterò di parlare di uno specifico prodotto, perché si tratta di cautele applicabili in generale, ma evidentemente ogni programma presenta soluzioni leggermente diverse, e proprio queste diversità fanno -per chi sviluppa- la differenza.

 

POCO MA BUONO

La prima attenzione va riservata ai contenuti.  Devono essere pochi e significativi: lo spazio è limitato, e va usato con grande cura.  Il browser del tablet può visualizzare anche pagine di grandi dimensioni, per mezzo delle barre di scorrimento, ma non bisogna abusarne.  La nostra applicazione non deve diventare un gioco d'abilità.  Se, ad esempio, cediamo alla tentazione di riprodurre quello che abbiamo già fatto per gli altri PC aziendali, e facciamo delle pagine altrettanto ricche di oggetti, creeremo molta confusione all'utilizzatore.

Per fare una cernita degli oggetti da presentare, è utile cercare di capire esattamente "Cosa cercherà l'utilizzatore ?", e siccome non tutti cercano le stesse cose, può essere molto utile classificare i diversi tipi di utilizzo, presentando a ciascun utente solo gli oggetti necessari.

 

GRADUALITA

Evitare di presentare oggetti troppo popolati: anche se il tablet visualizzerà solo le prime righe di un elenco, il sistema in genere non si limita a trasferire sul portatile quelle poche righe.  In molti casi, infatti, vengono trasferiti  sul tablet tutti i dati che possono essere raggiunti con la barra di scorrimento, ed il sistema non mostrerà nulla, finché non avrà finito il trasferimento.  L'utente avrà la sensazione che"il sistema è bloccato", mentre è solo in corso il trasferimento di dati che, probabilmente, neppure guarderà.   Conviene portare l'utilizzatore ad effettuare una serie di scelte, che permettono di ridurre progressivamente i dati, visualizzando, all'inizio, dati aggregati.  Solo alla fine, quando i dati di dettaglio sono in numero ragionevole, si potrà mettere a disposizione l'oggetto con cui è possibile scorrere l’elenco.

 

SUPPORTO

Se 6 utenti su 10 si arrangeranno rapidamente, è indispensabile preoccuparsi degli altri 4. Il cui giudizio è probabilmente ben più pesante rispetto ai primi 6.   E’ molto utile un incontro di presentazione, esteso, che serve a far comprendere l’importanza dell'applicazione che viene rilasciata: non è un giocattolo, ma parte della strategia aziendale.   Però deve essere seguita da incontri di follow up (non a richiesta), sulle utenze che presentano un basso tasso di utilizzo.  Con la massima cautela bisogna individuare la difficoltà,  rimuoverle, mettersi  fianco a fianco, sperimentando assieme la facilità d'uso, e l'utilità.

 

CRIPTARE LA CONNESSIONE

Utente e password è decisamente troppo poco. Una connessione VPN sull'iPad si fa molto facilmente, ed altrettanto agevole è, sul server, l'amministrazione degli accessi. Una volta che l’utente è entrato nella rete aziendale, avremo a disposizione tutta la strumentazione di controllo che usiamo abitualmente per gli utenti interni.  Quando si parla di sicurezza, è meglio usare procedure aziendali standard.  

 

TUTTO SUL SERVER

Se possibile, evitare l'uso di plugin: la standardizzazione dei sistemi tablet è ancora bassa.   La soluzione che oggi rilasciate al manager più innovativo, nel giro di poco tempo verrà richiesta da altri, ed altri ancora.  Difficilmente si potrà rinnovare le dotazioni di tablet, per fare in modo che tutti abbiano la stessa versione.  Così ci si trova con un bel campionario di modelli, e di sistemi, e ciascun utente si aspetta che l'applicazione funzioni anche sul suo dispositivo.   Se il vostro programma di BI ve lo consente,  cercate di usare solamente il browser.  Magari la versione Client ha qualche funzionalità in più, o una grafica più accattivante, ma un buon browser (e Safari lo è) avete una buona probabilità di trovarlo sempre, e questo non è un piccolo vantaggio.

 

Vorrei concludere con un aneddoto. Dovevamo implementare un sistemi di controllo del ciclo attivo (ordini, spedizioni, e fatti connessi).  L'utenza era la forza vendita. Si trattava di agenti plurimandatari, che avevano più familiarità con la tastiera del cellulare, che con quella del PC. Dopo i primi mesi di intenso lavoro, ci sembrò che era il caso di lasciar decantare l'applicazione, e facemmo un piano di attività un po' ridotto. "Scherza ?" fu il commento del titolare "Proprio adesso che si vedono i risultati sul margine ?"

 

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Commenti: 9
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